Sono le 13.45 di venerdì 28 novembre, nel liceo scientifico di Roccella Jonica le ore di lezione regolari sono terminate, la maggior parte dei ragazzi torna a casa, ma c'è una classe che prende “al volo” un panino e torna in aula. Sono circa venti ragazzi del triennio, che partecipano al progetto che il loro istituto ha avviato con l'Unesco. Insieme a loro, le insegnanti e la responsabile la prof. Scali che, prima di entrare in classe ci spiega che non è un'esperienza del tutto nuova per l'istituto, infatti dal 2000 è divenuto Scuola Associata Unesco.
Il progetto di quest'anno riguarda lo sviluppo sostenibile, che viene analizzato attraverso due filoni: in primis attraverso una riflessione etica sullo sviluppo considerato in quanto uomini e successivamente mediante le pratiche di comportamenti etici ed ecocompatibili. Nella pratica si parla di raccolta differenziata e quindi del riciclo dei rifiuti e dell'utilizzo di fonti energetiche alternative, delle quali si prevede l'impiego all'interno della scuola stessa.
Proprio a tale proposito, rientra tra gli obiettivi del progetto lo studio di fattibilità relativo al montaggio e all'impiego di un impianto fotovoltaico nell'istituto per la generazione di energia pulita e a basso costo.
Ieri i ragazzi si sono cimentati per la prima volta con una forma di riciclo del tutto nuova ed innovativa detta “Riciclo Creativo”, a guidarli in questa esperienza è arrivata da Catanzaro una giovane studentessa di Scienze della Formazione nonché esperta di questo tipo di attività, Alessandra Mungo.
Quest'ultima insegnerà ai ragazzi a creare da materiali di scarto, come bottiglie di plastica, rotoli di scottex o vecchie scatole da scarpe, nuovi oggetti quali fiori, strumenti musicali o portaoggetti decorati con la tecnica del decoupage. Superato un primo imbarazzo, iniziano i lavori intorno ai tavoli traboccanti di bottiglie, forbici, pinze e tanti altri strumenti utili al loro lavoro, che per due ore prosegue ininterrotto e con i ragazzi che si sentono sempre più protagonisti di “ArtAttak”. Al termine di questo primo laboratorio i risultati si vedono e sono notevoli se si considera l'assoluta novità della cosa.
Inoltre per dare un'ulteriore segnale dell'utilità del riciclo e quindi della necessità di sensibilizzare in particolare i giovani su questo tema, si segnala che tutti gli oggetti che saranno prodotti dai ragazzi, verranno poi venduti e il ricavato andrà a favore dell'associazione "Gossace", la quale si occupa di fornire sostegno e formazione alle popolazioni dell'Uganda. Alle quattro si conservano gli “strumenti del mestiere”, si mette a posto l'aula e ci si saluta, è ora di tornare a casa, senza però di dimenticare di darsi appuntamento a venerdì prossimo, per continuare a Ri-creare.
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